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Partenope osserva Napoli

Sono tante le leggende che girano attorno alle origini della città di Napoli. Una delle più note è quella che riguarda la sirena Partenope.

Partenope, innamorata di Ulisse ma da lui respinta, decise di lasciarsi morire sull’isoletta di Megaride, dove oggi sorge il Castel dell’Ovo. Da quella piccola isola si è poi sviluppata l’intera città di Napoli.

I cittadini partenopei da sempre sono molto legati ai loro miti e cercano di celebrarli al meglio e soprattutto di farli conoscere a chi non è della zona.

Grazie ad una raccolta fondi organizzata tra gli abitanti del quartiere Materdei, ad opera della rassegna R_estate e del comitato Materdei R_esiste, la sirena Partenope è ora diventata un magnifico murales.

L’opera realizzata dallo street artist Francisco Bosoletti può essere oggi ammirata sulla facciata di un edificio di via San Raffaele.

Ancora una volta quindi la street art aiuta la città a far conoscere la sua storia e la sua bellezza.

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Street Art messaggio di speranza

In un periodo in cui la questione dei migranti è diventata più che urgente, ecco che a Napoli appaiono immagini di visi tristi e nostalgici, sono i volti dei rom, gli stessi che sono stati cancellati dalle fiamme appiccate dalla popolazione esasperata.

In tutta l’Italia ormai non si parla d’altro che di sbarchi clandestini sulle nostre coste e di come queste persone siano solo un disturbo per la nostra quiete. Non si può però fare di tutta l’erba un fascio. Come non si può sempre credere al mito di “italiani brava gente”, non si può pensare che tutti gli stranieri arrivati in Italia, dopo lunghi e terribili viaggi, siano delinquenti.

Incendiare un campo rom non può essere la soluzione ad un problema che non riguarda solo gli italiani, ma tutti i migranti, costretti spesso a vivere in condizioni disumane e fatti vittime di razzismo e ignoranza.

Con una magnifica opera di street art Jorit Agoch dà vita a un messaggio di speranza. Ael, la bambina rappresentata, è una bambina come tante altre, con gli occhi spalancati sulla zona di Ponticelli. Il motto dell’iniziativa è “tutti i bambini sono uguali”, perché è così. Tutti hanno diritto di vivere su questa terra e cercare rifugio quando qualcosa non va nel proprio paese.

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Papa Francesco Boxeur

Grande successo per la visita di Papa Francesco a Napoli durante il fine settimana appena trascorso.

Il pontefice non si è limitato a passeggiare nei quartieri alti, ma ha voluto visitare di persona i quartieri più difficili, quelli che al mondo sono noti solo per la criminalità. Ha in effetti colpito molto il suo discorso sulla camorra che “spuzza” e che è il male che infetta tutta Napoli.

Le parole del papa, la sua energia e la sua semplicità sono entrate nel cuore dei napoletani che in tanti sono corsi ad ascoltarlo in mezzo alla folla.

La visita nel capoluogo campano ha naturalmente subito ispirato un nuovo graffito, questa volta realizzato dallo street artist Gianluca Raro.

Nell’immagine di Raro papa Francesco ha le sembianze di un vero e proprio boxeur. Il disegno naturalmente ironizza l’affermazione del pontefice “se un amico insulta mia madre io gli do un pugno”, ecco perché è stata da molti criticata.

Il papa boxeur è stato affisso in molte delle strade attraversate da Francesco, strade tirate a lucido per l’occasione, anche se si spera che tutto quest’ordine e questa pulizia durino il più a lungo possibile.

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Un tour nella street art made in Naples

Domani alle 14, a Largo San Giovanni Maggiore a Napoli, si terrà il primo “Napoli Paint Stories; street art & graffiti tour”.

Il giro tra le opere di street art, tutte realizzate da artisti napoletani, porterà curiosi e appassionati alla scoperta di un mondo nuovo. I vicoli del centro storico di Napoli sono infatti ricchi di graffiti, murales e stencil, che spesso e volentieri per la fretta di tutti i giorni non vengono notati.

Ecco quindi che grazie a questo simpatico evento tutti potranno fare un giro nel misterioso mondo della urban art, un’arte ancora così poco conosciuta ma che tanto ha da raccontare sui problemi dei quartieri.

Anche un’opera così alternativa può infatti essere un segno di protesta o almeno di denuncia di tutto ciò che non va nelle nostre città.

Grazie alla visita guidata per i vicoli del capoluogo campano si scopriranno i lavori di Cyop&Kaf, Zilda, Arp, ma anche di artisti stranieri come il grande Banksy. Durante il tour verranno naturalmente illustrate anche le tecniche utilizzate per la realizzazione delle opere.